Domande frequenti

Le domande che le persone mi fanno più spesso al telefono, prima di decidere se fissare un appuntamento. Risposte chiare, senza gergo. Se la tua non è qui, scrivimi: aggiungerla è facile.

In breve

  • Il primo colloquio conoscitivo è gratuito e senza impegno: serve a capire insieme se ha senso proseguire.
  • Una seduta dura circa cinquanta minuti; di norma ci si incontra una volta a settimana, in studio a San Benigno Canavese o online.
  • Sono psicologo clinico: non prescrivo farmaci e non faccio diagnosi via email o telefono.
  • Tutto ciò che viene detto in seduta è coperto dal segreto professionale.

Qui sotto trovi le domande raggruppate in quattro parti: cosa sapere prima di iniziare, chi fa cosa tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra, gli aspetti pratici (durata, costi, disdette) e infine riservatezza e fiducia. Se cerchi qualcosa di più personale, la pagina chi sono racconta il mio percorso e il mio modo di lavorare.

Prima di iniziare

No. Non esiste una soglia minima di sofferenza. Molte persone arrivano perché sentono che qualcosa non gira, non perché stiano male in modo evidente: un periodo confuso, una decisione che non riescono a prendere, una stanchezza che non passa. Sono motivi validi quanto un sintomo conclamato. Se ci stai pensando da mesi, quello è già un buon motivo.

Un segnale utile è la durata: se un malessere dura da settimane, torna sempre uguale e ti sta togliendo qualcosa - sonno, concentrazione, relazioni, voglia di uscire - vale la pena parlarne. Non serve che tu arrivi con una risposta: il primo colloquio serve esattamente a capirlo insieme, e se non ti serve te lo dico.

Sì. Ci sono situazioni che si chiariscono in pochi incontri: una decisione da prendere, un dubbio su cosa fare, il bisogno di un parere professionale su un momento specifico. Non c'è nessun obbligo di iniziare un percorso lungo. Se invece emerge che servirebbe più tempo, te lo dico con franchezza e decidi tu.

Il primo colloquio conoscitivo è gratuito, dura circa cinquanta minuti e non impegna a nulla. Mi racconti cosa ti porta qui e come stai adesso; io faccio qualche domanda per capire meglio. Alla fine ti dico che cosa ho capito e cosa proporrei - anche se la mia proposta è rivolgerti a un altro professionista. Poi decidi tu, con calma.

No, non devi preparare nulla. Non serve saper spiegare cosa ti succede: spesso è proprio quello il motivo per cui una persona chiama. Se ti fa comodo puoi annotare due o tre cose che non vuoi dimenticare, ma non è necessario. Porta solo il tempo per starci dentro senza fretta.

Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra: chi fa cosa

Lo psicologo è laureato in Psicologia, abilitato e iscritto all'Albo: si occupa di sostegno, valutazione, prevenzione e consulenza. Lo psicoterapeuta ha in più una specializzazione quadriennale che lo abilita alla cura dei disturbi psicologici. Lo psichiatra è un medico specializzato e può prescrivere farmaci. Io sono psicologo clinico e sto completando la formazione come psicoterapeuta ad orientamento junghiano.

No. Non sono un medico, quindi non prescrivo farmaci e non modifico terapie in corso. Se dai nostri colloqui emerge che una valutazione medica potrebbe esserti utile, te lo dico e ti invito a parlarne con il tuo medico di base o con uno psichiatra. La scelta resta sempre tua.

Sì, è una combinazione frequente e spesso utile: il farmaco può abbassare l'intensità dei sintomi, il lavoro psicologico si occupa di ciò che quei sintomi raccontano. È importante che tu me lo dica fin dall'inizio e che il medico che ti segue sappia del percorso. Non interferisco con la terapia farmacologica: la rispetto.

Vuol dire che lavoro seguendo la psicologia analitica di C.G. Jung, che guarda alla psiche come a un insieme vivo di consapevolezza e di zone ancora sconosciute. In quest'ottica un sintomo non è solo un guasto da spegnere: è anche un messaggio. Sogni, immagini ricorrenti e blocchi che si ripetono diventano materiale di lavoro. Ne parlo più a fondo nella pagina sull'approccio.

Aspetti pratici: durata, costi, appuntamenti

Circa cinquanta minuti. È una durata che permette di entrare davvero in un discorso senza arrivare stanchi alla fine. Vale sia per gli incontri in studio a San Benigno Canavese sia per quelli online in videochiamata.

Di norma una volta a settimana, sempre nello stesso giorno e alla stessa ora quando è possibile: la regolarità aiuta il lavoro più di quanto sembri. In alcune fasi si può diradare a ogni due settimane. La frequenza si concorda insieme all'inizio e si rivede strada facendo, in base a come sta andando.

Il primo colloquio conoscitivo è gratuito. I colloqui successivi in studio hanno un costo che concordiamo apertamente prima di iniziare, così non ci sono sorprese; la consulenza online costa 60 €. Se il costo è un ostacolo dimmelo: se ne può parlare senza imbarazzo, è una questione pratica come tutte le altre.

Le prestazioni sanitarie rese dallo psicologo rientrano, di norma, tra le spese sanitarie detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura del 19%, per la parte che supera la franchigia prevista. Perché la detrazione sia possibile servono la fattura e un pagamento tracciabile. Le regole cambiano nel tempo e dipendono dalla tua situazione: verifica sempre con il tuo commercialista o con un CAF.

Sì, per ogni prestazione emetto regolare fattura, che ti serve anche per la dichiarazione dei redditi. Il pagamento avviene con modalità tracciabili, requisito richiesto per poter portare la spesa in detrazione. Se hai bisogno di intestare la fattura a una persona diversa da chi viene in seduta, dimmelo prima e ci organizziamo.

Basta avvisarmi per tempo con una telefonata o un messaggio WhatsApp. Ti chiedo, quando è possibile, di farlo con almeno 24 ore di anticipo: quell'ora è riservata a te e con un po' di preavviso posso proporla a qualcun altro. Gli imprevisti capitano a tutti e se ne parla senza problemi.

Dipende da te. In studio la presenza fisica aggiunge qualcosa di difficile da sostituire ed è la scelta che consiglio quando è praticabile. I colloqui online sono altrettanto seri e sono la soluzione giusta se abiti lontano, viaggi spesso o hai orari complicati. Molte persone alternano le due modalità.

Riservatezza e fiducia

Sì. Sono vincolato al segreto professionale previsto dal Codice Deontologico degli Psicologi italiani. Nulla di quello che racconti esce da quella stanza: né ai familiari, né al medico, né a chi ti ha consigliato di venire, se non con il tuo consenso esplicito. Le uniche eccezioni sono i rarissimi casi di obbligo di legge, che ti spiego al primo incontro.

I dati che lasci nel modulo di contatto - nome, cellulare, email e poco altro - servono soltanto a ricontattarti per quella richiesta. Non finiscono in liste, non ricevi newsletter e non vengono ceduti a nessuno. Trovi tutti i dettagli, comprese le basi giuridiche e i tuoi diritti, nella privacy policy.

Dirmelo è legittimo e utile, non maleducato. La relazione tra chi chiede aiuto e chi lo offre è uno strumento di lavoro: se non funziona, va guardata. A volte se ne parla e qualcosa si sblocca; altre volte la risposta giusta è un altro professionista, e in quel caso ti aiuto a orientarti. Nessuno è obbligato a restare.

Non hai trovato la tua domanda? Chiedimela direttamente: rispondo io, di norma entro 24 ore lavorative. Puoi scrivermi o chiamarmi, oppure richiedere il primo colloquio gratuito e portarla lì di persona.

I contenuti di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione clinica individuale. Le informazioni fiscali sono indicative: verifica sempre la tua situazione con un commercialista o un CAF. Se stai male adesso, se pensi di farti del male o sei in pericolo, chiama il 112 o rivolgiti al pronto soccorso più vicino.

Il primo passo è solo una conversazione

Il primo colloquio conoscitivo è gratuito e senza impegno: serve a capire, insieme, se questo è lo spazio giusto per te. Puoi farlo in studio a San Benigno Canavese oppure online.

Chiama WhatsApp Colloquio gratuito